Senza categoria

Disponibilità emotiva genitoriale e depressione adolescenziale.

Numerose ricerche sostengono che condizioni familiari non ottimali possono influenzare lo status psicopatologico dei figli in età evolutiva. Un recente studio ha voluto verificare se la disponibilità emotiva genitoriale fosse correlata con la depressione in adolescenza. Il campione preso in esame da tale ricerca era costituito da 437 ragazzi (213 maschi e 224 femmine) suddivisi per fasce d’età, 286 madri e 271 padri. Le somministrazioni effettuate collettivamente hanno previsto l’uso dei seguenti strumenti: Children Depression Inventory (CDI), Rosenberg Self-Esteem Scale (RSE), Lum Emotional Availability of Parents (LEAP) e colloqui genitoriali. I risultati dello studio hanno mostrato come la disponibilità emotiva genitoriale fosse correlata negativamente con i livelli di depressione negli adolescenti, che risultavano maggiori nei casi di conflittualità familiare. E’, infatti, ampiamente riconosciuto che le relazioni con gli adulti significativi sono fondamentali in età evolutiva e, se positive, fungono da fattori protettivi nei confronti di sintomatologie di natura depressiva.

Fonte: StateofMind.it.

Annunci
apnee, approccio, arteriosa, cardiopatie, cognitive, Cpap, deficit, diagnosi, dormire, faringe, funzioni, ipertensione, maschera, metabolismo, multidisciplinare, naso, Osas, patologia, pressione, respirazione, risveglio, sindrome, sintomatologia, sonno, sonnolenza, tessuti, trattamento, vie aeree superiori

L’Osas, questa sconosciuta!

Durante il sonno, il naso e la faringe tendono a chiudersi. In alcuni casi, tale chiusura può essere completa e portare alla comparsa di apnee con successivi tentativi di risveglio improvviso. Questo è ciò che accade nei soggetti affetti da Osas (Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno), una malattia cronica che si manifesta con sonnolenza diurna, innalzamento del rischio dell’insorgenza di cardiopatie, problemi cerebrovascolari, ipertensione arteriosa, alterazioni del metabolismo e deficit delle funzioni cognitive.
Di per sé, l’Osas è una patologia facile da diagnosticare ma, ancora oggi, poco conosciuta. La sua sintomatologia è complessa, tanto da rendere necessario un approccio interdisciplinare per arrivare ad una diagnosi corretta.
Il trattamento di tale sindrome varia da caso a caso, ma finora la terapia che ha riscosso ottimi risultati positivi è stata la Cpap, che consiste nel dormire con una maschera posizionata sul volto capace di emettere aria ad una pressione tale da vincere l’ostruzione respiratoria. E’, inoltre, possibile ricorrere a terapie alternative di tipo chirurgico sui tessuti molli delle vie aeree superiori o ad interventi in ambito odontoiatrico con il ricorso ad apparecchi che portano in avanti lingua e mandibola per aumentare lo spazio respiratorio.

Fonte: IdO.