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Situazioni di pericolo e processamento cerebrale.

Secondo uno studio francese, il cervello umano è in grado di rilevare minacce sociali in maniera automatica entro pochi millisecondi. Nel corso della ricerca, sono stati misurati i segnali elettrici a livello cerebrale di un campione di soggetti in relazione ad espressioni facciali generalmente interpretate come minacciose. In tutti i partecipanti, tali stimoli suscitavano risposte più immediate rispetto a quelli emotigeni con minori indizi di pericolosità. I dati sono stati letti alla luce di una funzionalità evolutiva che consente risposte adattive maggiormente veloci ed efficaci per fronteggiare i pericoli. In particolare, l’ansia è risultata un tratto discriminante gli individui: coloro che erano più ansiosi utilizzavano aree cerebrali diverse in risposta agli stimoli sociali minacciosi, ovvero impiegavano i circuiti motori deputati alla regolazione delle azioni; invece, i soggetti con bassi livelli d’ansia attivavano in misura maggiore le aree sensoriali tipicamente coinvolte nel processamento delle espressioni del volto.

Fonte: StateOfMind.it.

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La memoria umana è 10 volte più capiente del previsto.

La capacità mnemonica umana è legata all’attività elettrica e chimica dei neuroni e, in particolare, ai punti in cui le loro diramazioni (assoni e dendriti) entrano in contatto e consentono il passaggio di segnali elettrici. Ogni neurone può instaurare migliaia di sinapsi con migliaia di altri neuroni. Secondo uno studio del Salk Institute for Biological Studies, la capacità di ritenzione della memoria umana potrebbe essere dieci volte maggiore di quanto ipotizzato finora. I ricercatori hanno osservato come un singolo assone di un neurone formava una doppia sinapsi con un singolo dendrite di un altro neurone; in pratica, le sinapsi risultavano duplicate. Questa scoperta ha portato ad ampliare notevolmente le tipologie di sinapsi conosciute: il catalogo descritto finora comprendeva soltanto tre categorie (piccole, medie e grandi), mentre il nuovo studio ne identifica ben ventisei. A seconda del segnale ricevuto, infatti, le sinapsi passano da una dimensione all’altra, modellandosi continuamente per veicolare il messaggio nel modo più efficiente possibile. Questa complessità si traduce in un aumentato potenziale della capacità di immagazzinamento dati nella memoria, attualmente stimata in petabyte (1 petabyte equivale a un biliardo di byte).

Fonte: Focus.it.