Senza categoria

La metà delle donne rischia problemi di salute perché non dorme bene.

Un recente studio inglese, condotto su un campione di 4100 soggetti adulti, ha rivelato che circa il 46% dei soggetti di sesso femminile non dorme bene e che, nonostante i disagi provocati dal cattivo riposo, non contatta un medico per tentare di risolvere il problema. Questo avviene perché molte donne attribuiscono la mancanza di sonno ad un effetto collaterale dell’invecchiamento o ad altri fattori impossibili da combattere, quali menopausa e gravidanza. Tuttavia, gli esperti affermano che la sensazione di affaticamento potrebbe rappresentare il campanello d’allarme di una condizione medica grave. Dai risultati di tale studio è emerso, inoltre, che la percentuale di uomini che fatica a dormire è appena del 36% e che le donne sono maggiormente propense a svegliarsi durante le ore notturne.

Fonte: HuffingtonPost.it.

Annunci
autocontrollo, compiti, coppie, cura, diari, figlio, gravidanza, impegni, mamme, neonati, pannolini, papà, ruoli, soggetti, stanchezza

Le mamme dei neonati si stancano più dei papà.

Uno studio della Ohio State University ha esaminato, attraverso diari giornalieri compilati dai soggetti stessi, gli impegni di 182 coppie durante il periodo di gravidanza e nove mesi dopo l’arrivo del primo figlio. L’analisi di tali diari ha evidenziato come per le mamme il carico di impegni aumenti di circa 21 ore alla settimana, mentre per i papà di 10. Questi ultimi, infatti, si occupano della cura del bambino e dei compiti meno gradevoli (come cambiare i pannolini) in misura minore rispetto alle prime; vi è una minima differenza solo per gli impegni più piacevoli (come giocare col bambino). I ricercatori sottolineano che dopo l’arrivo del figlio si tende a ricadere nei ruoli tradizionali (nonostante in precedenza i soggetti si dividevano le incombenze domestiche in modo egualitario), ma anche che, in alcuni casi, è la madre a prendere il controllo della situazione e a decidere cosa il padre può fare.

Fonte: Focus.

accrescimento, adulto, alghe, alimenti, allattamento, arachidi, bambini, burro, cavoli, cerebrale, crescita, deficit, fabbisogno, feto, formaggi, giornaliero, gozzo, gravidanza, intellettivi, iodio, italiani, latte, latticini, mandorle, metabolismo, minerale, nocciole, organismo, pesce, pinoli, psicomotori, ravanelli, sistema nervoso centrale, SNC, soia, spinaci, sviluppo, tiroide, umano, yogurt

A tutto iodio!

Nell’organismo umano e negli esseri viventi lo iodio riveste un ruolo biologico fondamentale. Per far sì che esso venga assunto in maniera costante, bisogna mangiare gli alimenti che ne sono ricchi, quali pesce, alghe, latte, yogurt, formaggi e burro. In particolare, i latticini sono essenziali per lo sviluppo cerebrale del feto e per il corretto funzionamento della tiroide. Il fabbisogno giornaliero adeguato di iodio è di 150 mcg per un individuo adulto; esso, invece, sale a 200 mcg durante la gravidanza e l’allattamento.

La carenza di tale minerale è un fenomeno ancora presente in Italia e continua ad essere la causa del gozzo e dei disturbi correlati che colpiscono il 12% degli italiani. Nei bambini, un insufficiente apporto di iodio provoca deficit intellettivi, neuro-psicomotori e di crescita. Una corretta assunzione (tramite i cibi) di questo minerale comporta benefici a livello di sviluppo del SNC (sistema nervoso centrale), di accrescimento, di equilibrio del metabolismo e di miglioramento dell’attività tiroidea.

Nel mangiare alimenti ricchi di iodio, bisogna prestare attenzione, nello stesso pasto, ad alcuni cibi, quali spinaci, cavoli, soia, mandorle, ravanelli, pinoli, nocciole e arachidi, poiché essi ne bloccano l’assunzione.

Fonte: Sette. Corriere della Sera.