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Nelle adozioni gay conta l’affetto dei genitori, non il loro genere.

In merito ai temi delle unioni civili e delle adozioni gay, il presidente della Società Italiana di Psichiatria ha affermato che, per la crescita funzionale di un bambino, ciò che conta è la capacità affettiva dei genitori, tale da creare un ambiente sicuro, sereno e protettivo. Ciò non dipende dal genere di questi ultimi, poichè è stato precedentemente dimostrato che nelle famiglie composte da coppie eterosessuali possono prodursi danni nella psiche dei figli quando il rapporto tra i partner adulti è in crisi. In merito alla Stepchild Adoption, si stanno tuttora raccogliendo dati ed è quindi prematuro esprimere opinioni scientifiche definitive su situazioni sociali molto recenti. Ciò che si rende necessario è procedere ad una raccolta attenta ed equilibrata di dati e studi, oltre che approfondire gli infiniti aspetti coinvolti in questo ambito.

Fonte: AdnKronos.com.

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Chi dice tante parolacce ha un vocabolario più ricco.

Secondo una ricerca condotta da due psicologi del Marist College, un ampio repertorio di imprecazioni è indice di una padronanza di linguaggio maggiore della media della popolazione. Tale studio, pubblicato su Language Sciences, ha visto la partecipazione di 43 individui (di età compresa tra i 18 e i 22 anni), ai quali è stato inizialmente chiesto di esporre a ruota libera volgarità e parole tabù nell’arco di 60 secondi. In seguito, i soggetti sono stati invitati a pronunciare in un minuto il maggior numero possibile di nomi di animali, con l’intento di fornire una prima indicazione sulla ricchezza del loro vocabolario. Per effettuare una più completa valutazione delle competenze linguistiche, i partecipanti sono stati inoltre sottoposti ad un test di fluenza verbale (FAS). Successivamente i ricercatori hanno chiesto ad un secondo campione di 49 persone (di età compresa tra i 18 e i 22 anni) di scrivere su carta volgarità e nomi di animali che iniziassero solo con la lettera “a”; anche in questo caso, i soggetti sono stati in seguito sottoposti ad un test FAS. La raccolta dei dati ha mostrato come gli individui “con la parolaccia sempre a portata di mano” hanno maggiori probabilità di possedere un’elevata padronanza di linguaggio. Inoltre, non sono state riscontrate differenze di genere nell’esporre improperi ed espressioni colorite.

Fonte: Focus.it.

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Perché l’uomo pensa sempre al sesso?

Un gruppo di ricerca internazionale dell’University College di Londra ha individuato per la prima volta nel cervello del verme Caenorhabditis elegans alcune misteriose cellule maschili, denominate “MCMS” (dall’inglese Mystery cells of the male). Queste si sviluppano con la maturità sessuale e funzionano come un campanello d’allarme che costantemente ricorda all’uomo la priorità delle esigenze legate al sesso, creando così una differenza tra cervello maschile e femminile. Così come il cromosoma Y è unico nel genoma maschile, le MCMS sono esclusive del cervello dei maschi e rappresentano la chiave che spiega le differenze di genere nell’apprendimento e nelle abilità cognitive. E’ stato dimostrato, infatti, come le differenze genetiche nello sviluppo tra i due sessi siano legate a cambiamenti strutturali cerebrali che avvengono durante la maturità sessuale, i quali rendono i maschi più inclini a ricordare gli incontri sessuali avvenuti in passato.

Fonte: IlMessaggero.it.

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Sfatati molti miti sulla scuola.

Ciò che sappiamo in materia di educazione è per lo più sbagliato, perché frutto di convinzioni errate, studi condotti male o stereotipi.

Di seguito i miti più comuni recentemente confutati da alcune ricerche:

  1. Ogni studente possiede un certo tipo di intelligenza e riesce a dare il meglio di sè attraverso un particolare stile di apprendimento. L’ideatore delle intelligenze multiple, Howard Gardner, ha rifiutato la teoria degli “stili di apprendimento” ritenendo essa mancante di alcun fondamento scientifico.
  2. Essere bilingui durante l’infanzia crea confusione. Ciò è errato perché le aree cerebrali che si occupano di due diverse lingue non sono sovrapposte. Risulta invece vero il contrario perché si osserva un miglioramento del controllo degli impulsi e della concentrazione.
  3. I maschi sono più bravi in matematica e le femmine in italiano perché hanno abilità cognitive differenti. Alcuni ricercatori austriaci e svedesi hanno condotto uno studio in 13 Paesi europei che ha sfatato tale caposaldo della psicologia di genere, dimostrando che le differenze di genere sono inversamente proporzionali alle opportunità educative. Ad oggi, l’Inghilterra risulta il Paese più equilibrato.
  4. Nelle classi con meno allievi si impara meglio.
  5. Lavagne interattive multimediali, computers e smartphones migliorano l’apprendimento. L’uso della tecnologia non comporta obbligatoriamente un avanzamento qualitativo dei processi di pensiero.
  6. Lodare frequentemente gli studenti li induce a impegnarsi. La psicologia comportamentale spiega come solo un rinforzo intermittente e imprevedibile produce abitudini solide. L’incoraggiamento continuo e prevedibile porta invece l’interruzione dello sforzo nel momento in cui gli apprezzamenti vengono a mancare.

Alcuni fattori importanti per un buono studio sono: credibilità dell’insegnante; capacità auto-valutative; feedbacks; coinvolgimento dei genitori; classi ben gestite; apprendimento cooperativo.

Fonte: Focus.