Senza categoria

Maschi meno stressati se escono tra loro e non con le donne.

Secondo uno studio condotto dall’università di Gottingen (Germania), i livelli maschili di stress aumentano esponenzialmente in occasione delle uscite con la propria partner o la propria famiglia. Al contrario, un’uscita insieme agli amici di vecchia data riduce l’ansia. La ricerca ha visto la partecipazione di un campione di macachi Babary, selezionati in quanto simili agli esseri umani nei comportamenti. Si è osservato come gli individui maschili di tale specie tendono a stringere legami molto stretti fra loro e ad assumere atteggiamenti meno distesi in presenza di un’esemplare femmina. In particolare, le patologie legate allo stress affiorano principalmente quando questi sono coinvolti in un legame di coppia; gli esemplari single risultano, invece, più sereni e tranquilli.

Fonte: GraffitiBlog.it.

Annunci
adrenalina, aggressività, animali, criceti, femmine, ghiandole, inverno, maschi, melatonina, ormoni, ricercatori, roditori, sessi, sessuali, studio

Le giornate più corte scatenano l’aggressività femminile.

Un’equipe di ricercatori dell’Indiana University ha condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Academy, nel quale è stato scoperto per la prima volta un legame tra le giornate più corte tipiche della stagione fredda e l’aggressività negli animali. Il team di esperti ha esposto dei roditori altamente territoriali (quali i criceti) ad un inverno simulato, valutandone in seguito le reazioni in situazioni in cui un esemplare era percepito come intruso. In tal modo, si sono potuti registrare tutti i cambiamenti fisici ed ormonali legati all’effetto inverno nelle femmine. I risultati di tale ricerca hanno mostrato come la melatonina agiva direttamente sulle ghiandole adrenaliniche per scatenare un’aggressività stagionale, la quale, a sua volta, attivava diversi ormoni sessuali. Questo meccanismo risultava del tutto diverso da quello che avveniva nei maschi.

Appare, quindi, sempre più chiaro che gli ormoni sessuali giocano un ruolo importante nel controllare l’aggressività in entrambi i sessi.

Fonte: Focus.it.

abilità, apprendimento, bilingue, cerebrali, cognitive, comportamentale, computer, concentrazione, cooperativo, differenze, educazione, feedback, femmine, Gardner, genere, genitori, impulsi, insegnante, intelligenza, italiano, lavagne, lodi, maschi, matematica, miti, multimedia, pensiero, psicologia, psychology, rinforzo, scuola, smartphone, stereotipi, stile, studente, tecnologia

Sfatati molti miti sulla scuola.

Ciò che sappiamo in materia di educazione è per lo più sbagliato, perché frutto di convinzioni errate, studi condotti male o stereotipi.

Di seguito i miti più comuni recentemente confutati da alcune ricerche:

  1. Ogni studente possiede un certo tipo di intelligenza e riesce a dare il meglio di sè attraverso un particolare stile di apprendimento. L’ideatore delle intelligenze multiple, Howard Gardner, ha rifiutato la teoria degli “stili di apprendimento” ritenendo essa mancante di alcun fondamento scientifico.
  2. Essere bilingui durante l’infanzia crea confusione. Ciò è errato perché le aree cerebrali che si occupano di due diverse lingue non sono sovrapposte. Risulta invece vero il contrario perché si osserva un miglioramento del controllo degli impulsi e della concentrazione.
  3. I maschi sono più bravi in matematica e le femmine in italiano perché hanno abilità cognitive differenti. Alcuni ricercatori austriaci e svedesi hanno condotto uno studio in 13 Paesi europei che ha sfatato tale caposaldo della psicologia di genere, dimostrando che le differenze di genere sono inversamente proporzionali alle opportunità educative. Ad oggi, l’Inghilterra risulta il Paese più equilibrato.
  4. Nelle classi con meno allievi si impara meglio.
  5. Lavagne interattive multimediali, computers e smartphones migliorano l’apprendimento. L’uso della tecnologia non comporta obbligatoriamente un avanzamento qualitativo dei processi di pensiero.
  6. Lodare frequentemente gli studenti li induce a impegnarsi. La psicologia comportamentale spiega come solo un rinforzo intermittente e imprevedibile produce abitudini solide. L’incoraggiamento continuo e prevedibile porta invece l’interruzione dello sforzo nel momento in cui gli apprezzamenti vengono a mancare.

Alcuni fattori importanti per un buono studio sono: credibilità dell’insegnante; capacità auto-valutative; feedbacks; coinvolgimento dei genitori; classi ben gestite; apprendimento cooperativo.

Fonte: Focus.