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1 adolescente su 4 è sempre online.

In base ad un’indagine realizzata in Italia da Sos – Il Telefono Azzurro Onlus, gli adolescenti di oggi sono perennemente connessi al Web e usano comunicare tramite chat con i propri genitori, che spesso non sono consapevoli dei rischi corsi dai figli in Rete. La ricerca si è basata sulle risposte di un campione di 600 ragazzi (di età compresa tra i 12 ai 18 anni) e 600 genitori (dai 25 ai 64 anni). I risultati hanno mostrato come il 17% degli adolescenti intervistati non riesce a staccarsi da smartphone e social; in particolare, 1 soggetto su 4 risulta sempre online, quasi 1 su 2 si connette più volte al giorno e 1 su 5 si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare. Uno degli allarmi lanciati dallo studio è quello dell’età in cui i ragazzi italiani accedono alla Rete: 1 su 2 dichiara, infatti, di essersi iscritto a Facebook prima dei 13 anni, mentre il 71% di essi riceve uno smartphone, in media, ad 11 anni. Infine, il 73% degli adolescenti frequenta costantemente siti pornografici, mentre più di 1 su 10 dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo.

Fonte: Repubblica.it.

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I giochi elettronici riducono qualità e quantità delle interazioni genitori-figli.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics, i giochi elettronici per bambini di 1-2 anni comportano un decremento nella quantità e qualità del linguaggio durante le interazioni genitori-figli, rispetto all’uso di giocattoli più tradizionali. Questi dati sono stati raccolti all’interno di un esperimento che ha coinvolto ventisei coppie di genitori-bambini, interagenti attarverso tre diversi set di giochi: giocattoli elettronici (cellulare giocattolo, pc giocattolo e fattoria parlante), tradizionali (puzzle di legno, classificatore di forme e cubi di gomma) e libri adatti all’età dei più piccoli. E’ stata, inoltre, predisposta l’audioregistrazione delle verbalizzazioni dei soggetti nel corso della loro quotidianità. I risultati hanno evidenziato che durante l’utilizzo dei giochi elettronici vi era una minore quantità di parole espresse dall’adulto, un minor numero di scambi conversazionali e una minore produzione linguistica da parte del bambino rispetto ai momenti di gioco con giocattoli tradizionali e con libri. Nelle conclusioni dello studio, viene esplicitamente scoraggiato l’uso di questa tipologia di giochi, poichè non facilita le interazioni verbali; eppure, questi giocattoli contribuiscono alla direzionalità e all’orientamento dell’attenzione verso nuovi stimoli uditivi e visivi. E’ utile, quindi, approcciarsi ai giochi elettronici con un coinvolgimento più attivo da parte dell’adulto e con l’integrazione di altre tipologie di attività ludiche.

Fonte: StateOfMind.it.

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“Mio Phone”, lo smartphone per i bambini.

Il “Mio Phone” è lo smartphone educativo creato da Android appositamente per bambini a partire dai sei anni e dotato di Parental Control, Firewall 3 plus e geo-localizzazione. A lanciarlo è stato il Gruppo Lisciani, già reduce dal successo commerciale di tablet dedicati ai più piccoli (“Mio Tab”). Le sue caratteristiche principali sono il controllo e il filtraggio di chiamate, messaggi, apps, numeri di telefono, siti internet e contenuti multimediali.
Al giorno d’oggi, impedire ai propri figli di venire a contatto prematuramente con la tecnologia è quasi impossibile. Secondo uno studio dell’Einstein Medical Center di Philadelphia, infatti, il 33% dei bambini statunitensi al di sotto di un anno interagisce spesso e volentieri con un tablet o uno smartphone; questa percentuale sale al 72% raggiunti gli otto anni di età. Per questo motivo, è stato creato un telefono cellulare in grado di garantire tranquillità ai genitori e di intrattenere i bambini in maniera educativa (grazie anche alla presenza di apps preinstallate per lo sviluppo dell’intelligenza e delle conoscenze).

Fonte: IdO.