Senza categoria

Disponibilità emotiva genitoriale e depressione adolescenziale.

Numerose ricerche sostengono che condizioni familiari non ottimali possono influenzare lo status psicopatologico dei figli in età evolutiva. Un recente studio ha voluto verificare se la disponibilità emotiva genitoriale fosse correlata con la depressione in adolescenza. Il campione preso in esame da tale ricerca era costituito da 437 ragazzi (213 maschi e 224 femmine) suddivisi per fasce d’età, 286 madri e 271 padri. Le somministrazioni effettuate collettivamente hanno previsto l’uso dei seguenti strumenti: Children Depression Inventory (CDI), Rosenberg Self-Esteem Scale (RSE), Lum Emotional Availability of Parents (LEAP) e colloqui genitoriali. I risultati dello studio hanno mostrato come la disponibilità emotiva genitoriale fosse correlata negativamente con i livelli di depressione negli adolescenti, che risultavano maggiori nei casi di conflittualità familiare. E’, infatti, ampiamente riconosciuto che le relazioni con gli adulti significativi sono fondamentali in età evolutiva e, se positive, fungono da fattori protettivi nei confronti di sintomatologie di natura depressiva.

Fonte: StateofMind.it.

Annunci
Senza categoria

Come e perché la mente cambia in adolescenza.

Il cervello di un essere umano adulto possiede circa 85 miliardi di neuroni, ma, in realtà, queste cellule si formano e si distruggono continuamente, così come le connessioni fra di esse (sinapsi). Queste modificazioni avvengono soprattutto durante l’adolescenza. Sembrerebbe un controsenso, perché, proprio nel momento in cui l’organismo esce dall’età infantile per affrontare problemi più complessi e ha bisogno del massimo della sua potenza cerebrale, avviene la drastica riduzione delle connessioni nervose (pruning). In realtà, questo fenomeno serve a migliorare l’efficienza, a sfoltire ciò che non serve, modificando i rapporti tra i principali sistemi neurali e i loro differenti neurotrasmettitori.
La maturazione della corteccia prefrontale e delle sue aree mediale e ventrale è ritardata negli adolescenti, influenzando il comportamento e rendendolo così più vulnerabile alle scelte con maggior valore nel breve tempo. Esiste dunque una causa neurobiologica che giustifica l’attrazione dei ragazzi verso la scoperta di emozioni e piaceri immediati: è questo il momento in cui si è attratti dalle passioni, dal sesso, dall’alcol e dalle droghe.
La ristrutturazione nel cervello adolescente si completa con lo sviluppo della cosiddetta sostanza bianca, formata da fibre che collegano aree cerebrali importanti e che si arricchiscono di mielina, la quale rende più efficiente la trasmissione dei segnali. Migliorano così i collegamenti tra aree deputate al linguaggio, al movimento, alla memoria e alle emozioni.
Un recente documento dell’OMS dedicato all’adolescenza (Health For The World’s Adolescents. A second chance in the second decade) indica questa fase di vita come il momento cruciale durante il quale si sviluppano le abilità più diverse, quali ragionamento, valutazione morale, pensiero astratto e giudizio razionale. L’adolescente impara a immedesimarsi nella prospettiva altrui e a tenerne conto nelle relazioni interpersonali. Il senso di sé si consolida, si definisce l’identità sessuale, si diventa sensibili ai punti di vista dei pari e, al tempo stesso, cresce l’autonomia rispetto alle opinioni dei familiari, rompendo gli schemi e le barriere di protezione.

Fonte: Corriere.it.
acquisto, adolescenza, adulti, compulsivo, coscienziosità, diagnosi, dipendenza, donne, estroversi, individualità, nevrotici, psicologia, scala, scrupolosità, sentimenti, shopping, sindrome, stimoli, test

Un test per diagnosticare lo shopping compulsivo.

Un team di ricercatori della University of Bergen ha recentemente messo a punto la Bergen Shopping Addiction Scale su un campione di oltre 23.000 soggetti. L’obiettivo ultimo di tale strumento è di aiutare psicologi e operatori sanitari nell’individuazione della sindrome da acquisto compulsivo.

La dipendenza da shopping è comune all’interno di determinati gruppi demografici: risulta predominante tra le donne, emerge tipicamente nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e sembra diminuire con l’avanzare degli anni. Inoltre, sono più a rischio di sviluppare questa dipendenza i soggetti estremamente estroversi e quelli con tratti nevrotici: i primi perché utilizzano lo shopping per esprimere la propria individualità e aumentare il proprio status sociale; i secondi, che soffrono più frequentemente di ansia e depressione, ricorrono agli acquisti per ridurre i propri sentimenti negativi. D’altra parte, invece, tratti di personalità come la scrupolosità, la coscienziosità, l’amore per stimoli intellettuali e le novità sembrano caratterizzare chi ha un bassissimo rischio di sviluppare tale dipendenza.

Fonte: LaRepubblica.it.

adolescence, adolescenti, adolescenza, aggressività, attività, autocontrollo, benefici, ciclo, coping, costanza, disciplina, doctors, fisica, fisico, human, italiani, medici, mentale, ministero, obesità, organismo, quotidiana, ragazzi, regolarità, ricercatori, ricerche, salute, socializzazione, sonno, sport, sportiva, umano, vantaggi, vita

I benefici del fare sport in adolescenza.

I medici sono concordi nell’affermare che praticare uno sport comporta numerosi benefici all’organismo umano sia a livello fisico che mentale.

Secondo le ultime rilevazioni del Ministero della Salute, i ragazzi italiani non praticano abbastanza sport, ma anzi risultano sedentari. Circa il 40% degli adolescenti non pratica alcuno sport o addirittura lo pratica meno di due ore a settimana.

Ricerche recenti hanno evidenziato come l’attività fisica in questo periodo particolare del ciclo di vita comporta numerosi vantaggi, tra i quali: riduzione dell’aggressività fisica, aumento della socializzazione, della disciplina, dell’autocontrollo e della capacità di coping, miglioramento della qualità del sonno, prevenzione dell’obesità. Secondi i ricercatori, lo sport deve essere inteso come parte piacevole della vita quotidiana fin dalla più tenera età e va praticato con costanza e regolarità (circa tre o quattro ore a settimana). Risulta inoltre necessario che i ragazzi alternino l’attività sportiva preferita o più incline alla propria indole (o alle proprie caratteristiche fisiche) ad un’altra complementare per caratteristiche.

Fonte: Focus.