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Disponibilità emotiva genitoriale e depressione adolescenziale.

Numerose ricerche sostengono che condizioni familiari non ottimali possono influenzare lo status psicopatologico dei figli in età evolutiva. Un recente studio ha voluto verificare se la disponibilità emotiva genitoriale fosse correlata con la depressione in adolescenza. Il campione preso in esame da tale ricerca era costituito da 437 ragazzi (213 maschi e 224 femmine) suddivisi per fasce d’età, 286 madri e 271 padri. Le somministrazioni effettuate collettivamente hanno previsto l’uso dei seguenti strumenti: Children Depression Inventory (CDI), Rosenberg Self-Esteem Scale (RSE), Lum Emotional Availability of Parents (LEAP) e colloqui genitoriali. I risultati dello studio hanno mostrato come la disponibilità emotiva genitoriale fosse correlata negativamente con i livelli di depressione negli adolescenti, che risultavano maggiori nei casi di conflittualità familiare. E’, infatti, ampiamente riconosciuto che le relazioni con gli adulti significativi sono fondamentali in età evolutiva e, se positive, fungono da fattori protettivi nei confronti di sintomatologie di natura depressiva.

Fonte: StateofMind.it.

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L’alcol aumenta il rischio di sviluppare un cancro.

Il cosiddetto binge drinking, ovvero il fenomeno di “bere per ubriacarsi” diffuso soprattutto tra i giovani, non solo è pericoloso per la salute in generale, ma inoltre aumenta esponenzialmente il rischio di sviluppare un cancro. Sempre più frequentemente ha luogo un’esposizione precoce all’abuso alcolico da parte di adolescenti che fisicamente non hanno possibilità di metabolizzare l’alcol. Coloro che bevono più di un bicchiere sviluppano infatti un rischio del 7%, che sale al 50% se i bicchieri diventano due/tre. Evitare di bere non solo serve a prevenire il cancro a esofago, bocca e colon (legati al passaggio diretto dell’alcol sulle mucose), ma anche altre tipologie di tumori (tra i quali quello alla mammella). L’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità) punta sugli slogan anti-alcol come argomento di prevenzione alcologica (quello più noto è “Less is better“). L’alcol è inoltre responsabile di altre 220 patologie, la cui prevenzione è possibile evitandone l’assunzione o seguendo alcuni accorgimenti limitanti gli effetti negativi: ad esempio, bere a stomaco pieno è meglio perché dimezza l’alcolemia oppure coloro che sono in sovrappeso rischiano di meno poiché possiedono una maggiore capacità di diluizione. Di qui la necessità di implementare delle strategie mirate alla popolazione giovanile e di aumentare i trattamenti (farmacologici, motivazionali, di auto e mutuo aiuto) che consentano ad un alcol-dipendente di recuperare la sobrietà.

Fonte: IdO.

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Come e perché la mente cambia in adolescenza.

Il cervello di un essere umano adulto possiede circa 85 miliardi di neuroni, ma, in realtà, queste cellule si formano e si distruggono continuamente, così come le connessioni fra di esse (sinapsi). Queste modificazioni avvengono soprattutto durante l’adolescenza. Sembrerebbe un controsenso, perché, proprio nel momento in cui l’organismo esce dall’età infantile per affrontare problemi più complessi e ha bisogno del massimo della sua potenza cerebrale, avviene la drastica riduzione delle connessioni nervose (pruning). In realtà, questo fenomeno serve a migliorare l’efficienza, a sfoltire ciò che non serve, modificando i rapporti tra i principali sistemi neurali e i loro differenti neurotrasmettitori.
La maturazione della corteccia prefrontale e delle sue aree mediale e ventrale è ritardata negli adolescenti, influenzando il comportamento e rendendolo così più vulnerabile alle scelte con maggior valore nel breve tempo. Esiste dunque una causa neurobiologica che giustifica l’attrazione dei ragazzi verso la scoperta di emozioni e piaceri immediati: è questo il momento in cui si è attratti dalle passioni, dal sesso, dall’alcol e dalle droghe.
La ristrutturazione nel cervello adolescente si completa con lo sviluppo della cosiddetta sostanza bianca, formata da fibre che collegano aree cerebrali importanti e che si arricchiscono di mielina, la quale rende più efficiente la trasmissione dei segnali. Migliorano così i collegamenti tra aree deputate al linguaggio, al movimento, alla memoria e alle emozioni.
Un recente documento dell’OMS dedicato all’adolescenza (Health For The World’s Adolescents. A second chance in the second decade) indica questa fase di vita come il momento cruciale durante il quale si sviluppano le abilità più diverse, quali ragionamento, valutazione morale, pensiero astratto e giudizio razionale. L’adolescente impara a immedesimarsi nella prospettiva altrui e a tenerne conto nelle relazioni interpersonali. Il senso di sé si consolida, si definisce l’identità sessuale, si diventa sensibili ai punti di vista dei pari e, al tempo stesso, cresce l’autonomia rispetto alle opinioni dei familiari, rompendo gli schemi e le barriere di protezione.

Fonte: Corriere.it.
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Antipsicotici in crescita nei ragazzi americani.

Uno studio condotto da un team di ricercatori della Columbia University di New York e pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry ha rilevato come negli Stati Uniti le prescrizioni di farmaci antipsicotici siano in significativa crescita per i soggetti di sesso maschile e di età compresa tra i 13 e i 14 anni.
Tale ricerca ha preso in esame i dati di vendita di circa il 60% delle farmacie statunitensi durante il periodo 2006-2010. E’ emerso un forte incremento nella prescrizione di farmaci antipsicotici per la fascia di età 13-24 anni (con percentuali dell’1,19% nella popolazione adolescente e dello 0,84% nei giovani adulti) e un corrispondente decremento per la fascia di età 1-12 anni (con percentuali dello 0,11% nei bambini più piccoli e dello 0,80% in quelli più grandi).
Fonte: IdO.
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I teenagers tecnologici cercano l’amore off-line.

Uno studio del Think Tank Pew Research Center, che indagava il rapporto degli adolescenti con il Web in caso di amore, ha evidenziato come questi ultimi non scelgano la Rete per iniziare una love story. I dati hanno evidenziato come solo l’8% degli americani tra i 13 ed i 17 anni ha incontrato l’anima gemella su Internet, contro un buon 64% che non sembra volersi rivolgere al Web per trovare l’anima gemella. La Rete svolge piuttosto un ruolo importante nel modo in cui i ragazzi flirtano, corteggiano e comunicano con amori attuali o potenziali. La maggioranza degli adolescenti che ha avuto una love story (76%) ha, infine, riferito di aver incontrato l’anima gemella sempre fuori dal Web.

Fonte: Repubblica.it.

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Sexting sempre più diffuso tra gli adolescenti italiani.

Il termine “sexting” indica uno scambio di materiale digitale (foto e video) dal contenuto sessualmente esplicito, trasmesso per mezzo della rete Internet. E’ una nuova forma di comunicazione e di interazione sessuale che può presentare aspetti positivi e negativi di opportunità e di rischio.

Il sexting può costituire una modalità per esplorare e sperimentare la sessualità, ma anche un preludio, un sostituto dell’attività sessuale vera e propria. Esso, infine, può far sì che le emozioni sessuali siano sempre più sganciate dalla fisicità, dalla presenza reale e corporea dell’altro, portando a un’oggettivazione sino ad una mercificazione dei corpi, in particolare di quello femminile.

Fonte: Il Messaggero.

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L’ASL contro il GAP.

Il direttore generale dell’Asl RmF, Giuseppe Quintavalle e il presidente dell’Associazione “Il Ponte” di Civitavecchia, Don Egidio Smacchia, hanno recentemente firmato un protocollo finalizzato alla prevenzione e alla cura del Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) negli adolescenti e nei giovani.

A tal fine, è stata messa a disposizione un’equipe di operatori esperti, i quali offriranno gratuitamente la possibilità di brevi periodi di inserimento in comunità per i ragazzi in situazioni più difficili. L’Asl RmF avrà un ruolo di rilievo nell’organizzare percorsi di formazione sulla prevenzione, cura e riabilitazione del gioco d’azzardo. Di fondamentale importanza risulterà quindi la sinergia d’intenti pubblico/privato.

Fonte: IdO.

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I benefici del fare sport in adolescenza.

I medici sono concordi nell’affermare che praticare uno sport comporta numerosi benefici all’organismo umano sia a livello fisico che mentale.

Secondo le ultime rilevazioni del Ministero della Salute, i ragazzi italiani non praticano abbastanza sport, ma anzi risultano sedentari. Circa il 40% degli adolescenti non pratica alcuno sport o addirittura lo pratica meno di due ore a settimana.

Ricerche recenti hanno evidenziato come l’attività fisica in questo periodo particolare del ciclo di vita comporta numerosi vantaggi, tra i quali: riduzione dell’aggressività fisica, aumento della socializzazione, della disciplina, dell’autocontrollo e della capacità di coping, miglioramento della qualità del sonno, prevenzione dell’obesità. Secondi i ricercatori, lo sport deve essere inteso come parte piacevole della vita quotidiana fin dalla più tenera età e va praticato con costanza e regolarità (circa tre o quattro ore a settimana). Risulta inoltre necessario che i ragazzi alternino l’attività sportiva preferita o più incline alla propria indole (o alle proprie caratteristiche fisiche) ad un’altra complementare per caratteristiche.

Fonte: Focus.