Senza categoria

Povertà e depressione.

Secondo un recente studio americano, crescere in un contesto di povertà diminuisce la connetività cerebrale e predispone a sintomi depressivi. I ricercatori hanno analizzato le scansioni fMRI di 105 bambini (di età compresa tra i 7 e i 12 anni) e osservato come alcune strutture chiave nel cervello fossero connesse in modo differente nei soggetti poveri rispetto a quelli cresciuti in contesti più ricchi. In particolare, quanto più l’ambiente di vita era limitante, tanto più ippocampo ed amigdala mostravano deboli connessioni con la corteccia frontale superiore, il giro linguale, il cingolo posteriore e il putamen. Mentre le differenze nel volume cerebrale possono essere facilmente superate durante la crescita grazie ad un valido supporto genitoriale, ciò non vale per il miglioramento della connettività. I bambini con basso status socioeconomico tendono, inoltre, ad esibire peggiori capacità cognitive e bassi livelli educativi e sono più a rischio di sviluppare disturbi psichiatrici come depressione e comportamento antisociale. I ricercatori hanno, infine, ipotizzato che fattori quali stress, esposizione ad ambienti avversi e scarsa educazione possono contribuire alla manifestazione di problemi in anni successivi.

Fonte: StateOfMind.it.

Senza categoria

I giochi elettronici riducono qualità e quantità delle interazioni genitori-figli.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics, i giochi elettronici per bambini di 1-2 anni comportano un decremento nella quantità e qualità del linguaggio durante le interazioni genitori-figli, rispetto all’uso di giocattoli più tradizionali. Questi dati sono stati raccolti all’interno di un esperimento che ha coinvolto ventisei coppie di genitori-bambini, interagenti attarverso tre diversi set di giochi: giocattoli elettronici (cellulare giocattolo, pc giocattolo e fattoria parlante), tradizionali (puzzle di legno, classificatore di forme e cubi di gomma) e libri adatti all’età dei più piccoli. E’ stata, inoltre, predisposta l’audioregistrazione delle verbalizzazioni dei soggetti nel corso della loro quotidianità. I risultati hanno evidenziato che durante l’utilizzo dei giochi elettronici vi era una minore quantità di parole espresse dall’adulto, un minor numero di scambi conversazionali e una minore produzione linguistica da parte del bambino rispetto ai momenti di gioco con giocattoli tradizionali e con libri. Nelle conclusioni dello studio, viene esplicitamente scoraggiato l’uso di questa tipologia di giochi, poichè non facilita le interazioni verbali; eppure, questi giocattoli contribuiscono alla direzionalità e all’orientamento dell’attenzione verso nuovi stimoli uditivi e visivi. E’ utile, quindi, approcciarsi ai giochi elettronici con un coinvolgimento più attivo da parte dell’adulto e con l’integrazione di altre tipologie di attività ludiche.

Fonte: StateOfMind.it.

Senza categoria

22 sindromi psichiche dell’essere umano

Redazione Keynes Clinamen

I deliri possono variare per contenuto e intensità (da episodi transitori a malattie mentali incurabili), ma tutti hanno in comune una particolarità: non essere connessi con la realtà. I deliri non ascoltano la ragione e non sono legati a fatti reali.

1. SINDROME DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: Chiamato così a seguito della pubblicazione del racconto di Lewis Carroll, questo delirio altera la percezione dello spazio e del tempo. Chi soffre di questa sindrome può vedere gli oggetti molto più grandi o molto più piccoli di quanto siano in realtà. Inoltre queste persone trovano difficoltoso giudicare il tempo che scorre. Questo delirio non è necessariamente associato a malattie mentali, le persone possono riportare esperienze simili soprattutto da bambini o prima di addormentarsi. Spesso questo delirio può essere causato da emicrania, della quale Lewis Carroll soffriva e che probabilmente ha ispirato la scrittura del racconto.

2. SINDROME DI COTARD: Anche…

View original post 2.114 altre parole

Senza categoria

Due pazienti su tre non curano la loro depressione.

Secondo le stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la depressione è la malattia più diffusa nel mondo, interessando circa 350 milioni di persone. Recentemente, sono stati compiuti numerosi progressi in termini di comprensione della patogenesi del disturbo, presentazione clinica delle varie forme, malattie correlate e terapie disponibili. Negli ultimi anni, la teoria serotoninergica ha comportato una migliore conoscenza delle complesse interazioni tra neurotrasmettitori, quali serotonina, norepinefrina, dopamina e glutammato. In Giappone, sono state individuate alcune forme emergenti di depressione moderna tipica della popolazione giovanile che variano per forma, numero di sintomi, severità, tipologia e durata. Circa i due terzi degli individui affetti da depressione non sono consapevoli di avere un disturbo trattabile e quindi non ricercano aiuto, né tantomeno ricevono alcun trattamento. Queste persone vivono, così, una condizione di disagio, di sofferenza costante, che si manifesta con lievi flessioni dell’umore, irritabilità, disturbi del sonno, dell’appetito, della memoria e dell’attenzione, mal di testa, sensazione di fatica, disturbi digestivi. La comorbidità con altri disturbi è frequente soprattutto negli anziani, i quali sono più soggetti a infarto (30-60% dei casi), malattie coronariche (44%), cancro (40%), Alzheimer e Parkinson (40%).

Fonte: QuotidianoSanità.it.

Senza categoria

Come affrontare la paura del rifiuto.

Il rifiuto è legato ad una sensazione sgradevole e devastante, avente il potere di mettere in dubbio il proprio valore, la quale riporta ad un dolore emotivo infantile ancora attivo dentro di sé. Questo dolore deriva spesso da episodi in cui si è provata paura o ansia e si è chiesto il conforto e l’amore di un genitore al momento non presente emotivamente o fisicamente. Anche in età adulta, ogniqualvolta si presenta una situazione simile, si riattivano gli stessi sentimenti di insicurezza. Per superare la paura del rifiuto, è necessario, quindi, elaborare la sofferenza provata negli episodi infantili ed essere coscienti che gran parte delle risposte emozionali difronte al rifiuto stesso risultano ingiustificate e disfunzionali.

Fonte: Sanihelp.it.

Senza categoria

La memoria umana è 10 volte più capiente del previsto.

La capacità mnemonica umana è legata all’attività elettrica e chimica dei neuroni e, in particolare, ai punti in cui le loro diramazioni (assoni e dendriti) entrano in contatto e consentono il passaggio di segnali elettrici. Ogni neurone può instaurare migliaia di sinapsi con migliaia di altri neuroni. Secondo uno studio del Salk Institute for Biological Studies, la capacità di ritenzione della memoria umana potrebbe essere dieci volte maggiore di quanto ipotizzato finora. I ricercatori hanno osservato come un singolo assone di un neurone formava una doppia sinapsi con un singolo dendrite di un altro neurone; in pratica, le sinapsi risultavano duplicate. Questa scoperta ha portato ad ampliare notevolmente le tipologie di sinapsi conosciute: il catalogo descritto finora comprendeva soltanto tre categorie (piccole, medie e grandi), mentre il nuovo studio ne identifica ben ventisei. A seconda del segnale ricevuto, infatti, le sinapsi passano da una dimensione all’altra, modellandosi continuamente per veicolare il messaggio nel modo più efficiente possibile. Questa complessità si traduce in un aumentato potenziale della capacità di immagazzinamento dati nella memoria, attualmente stimata in petabyte (1 petabyte equivale a un biliardo di byte).

Fonte: Focus.it.

Senza categoria

Le donne proteggono istintivamente il partner dalle rivali fertili.

Secondo un articolo pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, le donne capiscono istintivamente se una potenziale rivale in amore sta ovulando e, in quel caso, diventano maggiormente guardinghe, allontanando il compagno dal soggetto in questione. La ricerca ha visto la partecipazione di 478 donne eterosessuali fidanzate o sposate, alle quali sono state mostrate foto di donne sconosciute e chiesto quanto avrebbero desiderato che le persone ritratte stringessero amicizia con il proprio partner. Al termine dell’esperimento, le intervistate hanno affermato di volere una maggiore distanza tra il compagno e le donne nelle immagini quando queste ultime stavano ovulando, nonostante nessuno le avesse istruite a riguardo. Tale ricerca dimostra come le percezioni femminili cambino durante il mese e come gli uomini si accorgano dell’avvento dell’ovulazione (il momento in cui una donna è più fertile, maggiormente attraente e sessualmente disponibile); le donne, inoltre, notano questi piccoli cambiamenti anche nelle altre e li usano inconsciamente a difesa della propria relazione.

Fonte: Focus.it.

Senza categoria

Svelato il segreto di chi impara subito le lingue.

Secondo uno studio canadese pubblicato sul Journal of Neuroscience, l’apprendimento di una seconda lingua risulta più o meno facile per via di differenze innate nel modo in cui le zone cerebrali comunicano tra loro. La forza di queste connessioni è definita connettività in stato di riposo e varia da individuo a individuo. La ricerca ha visto la partecipazione di 15 adulti di lingua inglese, prossimi ad iniziare un corso intensivo di lingua francese. Prima dell’inizio di quest’ultimo, gli scienziati hanno esaminato la connettività cerebrale dei soggetti attraverso risonanza magnetica funzionale e, in particolare, quella esistente tra le diverse aree e le regioni implicate nella fluenza verbale e nella lettura. I risultati finali hanno mostrato che il “cablaggio” encefalico comporta un aumento delle velocità di lettura e di pronuncia. Il successo nell’imparare una seconda lingua non è, però, interamente predeterminato dall’assetto cerebrale poiché il cervello è un organo plastico, facilmente plasmabile da apprendimento ed esperienza.

Fonte: AdnKronos.com.

Senza categoria

Cocaina e autofagia cerebrale.

Secondo uno studio condotto dalla John Hopkins University School of Medicine, quando un organismo umano è sotto gli effetti della cocaina, avrebbe luogo una distruzione del patrimonio neuronale, ovvero un’autofagia cerebrale. Affinchè ciò si verifichi, è necessario però che la sua assunzione sia quantitativamente elevata. L’eccessivo consumo di sostanze stupefacenti tende, infatti, a svuotare le cellule delle loro normali componenti (come, ad esempio, i mitocondri) e a riempirle di “spazzatura”, in seguito percepita dalle loro simili come movente per l’eliminazione.

Fonte: Sì24.it.

Senza categoria

Il libro del mese: “I nuovi adolescenti”

Elena Copelli

Questo mese ho deciso di andare sul tecnico. Ho scelto un testo fondamentale di psicologia dell’adolescenza, un tema che, ormai si sa, mi coinvolge e mi piace particolarmente. “I nuovi adolescenti” per me è un Virgilio, nel senso che è un libro-guida, un pilastro per chiunque lavori con gli adolescenti. Mi ha aiutato durante gli studi, mi ha guidato nella stesura della tesi di Laurea, mi ha ispirato nel lavoro quotidiano con gli adolescenti e le loro famiglie. Scritto a inizio millennio da quello che è, parere personale, il più grande esperto di adolescenza in Italia, Gustavo Pietropolli Charmet, è un saggio di psicoanalisi non solo dell’adolescenza, ma della “nuova” adolescenza. Gli adolescenti del nuovo millennio infatti non sono uguali a quelli delle generazioni precedenti. Se alcune sfide di sviluppo rimangono universali e trasversali alle generazioni, altri compiti evolutivi cambiano a seconda del più ampio contesto socio-culturale in cui gli adolescenti…

View original post 585 altre parole